Giubbotto catarifrangente
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Ad aprile via libera all'obbligo all'uso del giubbotto catarifrangente

Da aprile il famoso indumento fluorescente sarà obbligatorio in tutta Italia. La legge in realtà non rende obbligatorio il giubbotto su tutte le auto (come avviene invece per il triangolo), ma stabilisce che qualsiasi operazione di emergenza intorno all'auto vada effettuata con il famoso giacchino. Così l'eventuale contravvenzione scatterebbe solo se si è colti "in flagranza". Un obbligo indiretto, quindi, ma sempre un obbligo. Attenzione: se un automobilista viene investito nei pressi della sua auto senza indossare il giubbotto catarifrangente, l'assicurazione non pagherà. Questa è l'unica certezza dell'operazione "giubbotti". Mancano invece statistiche certe su quanti automobilisti vengono investiti mentre stanno cambiando una gomma, su quanti incidenti si potrebbero evitare con questa norma, sui benefici indiretti legati alla maggiore visibilità dei pedoni intorno ad auto ferme. Il giubbotto dovrebbe costare circa 10 euro. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha infatti emanato il decreto con le indicazioni per i dispositivi di protezione individuale dei conducenti delle autovetture. I giubbotti e le bretelle dovranno essere conformi ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza descritti nel decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475. E i fabbricanti dovranno essere in grado di presentare, a richiesta, oltre alla dichiarazione di conformità CE anche l'attestato di conformità. Che deve essere valutata mediante l'esame per la certificazione CE, con il quale un organismo di controllo autorizzato certifica che un modello di dispositivo di protezione individuale è fabbricato in conformità alle relative norme nazionali, che traspongono le norme armonizzate. Per gli indumenti ad alta visibilità la norma armonizzata di riferimento è la UNI EN 471.

Il testo integrale del decreto sui giubbotti catarifrangenti

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI. DECRETO 30 dicembre 2003. Caratteristiche tecniche dei giubbotti e delle bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità che devono essere indossati dai conducenti dei veicoli, immatricolati in Italia, ai sensi dell'art. 162, comma 4-ter, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Visto l'art. 3, comma 9, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 [1] , convertito in legge 1° agosto 2003, n. 241;
Visto l'art. 162, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, che stabilisce che i veicoli fermi sulla carreggiata devono essere presegnalati con il segnale mobile di pericolo;
Visto l'art. 162, comma 4-ter, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, che stabilisce che nei casi indicati al comma 1 è fatto divieto al conducente di scendere dal veicolo e circolare sulla strada senza avere indossato un giubbotto o bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità le cui caratteristiche sono stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Visto il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, di attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio in materia di ravvicinamento delle legislazioni nazionali degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale;
Visto il decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 10, di attuazione delle direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e 96/58/CEE relative ai dispositivi di protezione individuale;
Vista la norma di unificazione UNI EN 471:1995 relativa agli indumenti di segnalazione ad alta visibilità;
Ritenuto di dover assicurare un appropriato livello di protezione per gli utilizzatori dei giubbotti e delle bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità al pari degli altri soggetti professionali che operano lungo le strade;
Espletata la procedura d'informazione in materia di norme e regolamentazioni tecniche prevista dalla legge 21 giugno 1986, n. 317, modificata ed integrata dal decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427, di attuazione delle direttive 98/34/CE e 98/48/CE;
Adotta il seguente decreto:
Articolo 1.
1.1. I giubbotti e le bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità di cui all'art. 162, comma 4-ter, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, devono essere conformi alle prescrizioni del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, di attuazione della direttiva 89/686/CEE, come modificato dal decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 10, di attuazione delle direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e 96/58/CEE relativo ai dispositivi di protezione individuale.
1.2. Si presumono conformi ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 come modificato dal decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 10, i giubbotti e le bretelle muniti del marchio CE per i quali il fabbricante, o il suo rappresentante stabilito nel territorio comunitario, sia in grado di presentare, a richiesta, oltre alla dichiarazione di conformità CE, l'attestato di conformità, valutata mediante l'esame per la certificazione CE, con il quale un organismo di controllo autorizzato certifica che un modello di dispositivo di protezione individuale è fabbricato in conformità alle relative norme nazionali, che traspongono le norme armonizzate.
Per gli indumenti ad alta visibilità la norma armonizzata di riferimento è la norma UNI EN 471, che traspone l'ultima versione della norma armonizzata, i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.
Qualora il fabbricante non applichi od applichi parzialmente la norma armonizzata, valgono le prescrizioni di cui all'art. 7, commi 6 e 8, del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, come modificato dal decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 10.
Articolo 2.
2.1. Al fine di assicurare un appropriato livello di protezione per gli utilizzatori, i giubbotti e le bretelle ad alta visibilità devono essere realizzati con materiali conformi alle prescrizioni fotometriche applicabili ai materiali di classe 2, definite nella sezione 6.1 della norma armonizzata UNI EN 471, che traspone l'ultima versione della norma armonizzata, i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, o equivalenti.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 30 dicembre 2003

Il Ministro, Lunardi

 

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